Introduzione

Le misure di blocco introdotte sulla scia della pandemia COVID-19, volte a contenere la diffusione del contagio, hanno imposto una serrata senza precedenti alle supply chains globali.

Tali rallentamenti, in alcuni casi possono comportare il diritto al risarcimento del danno per cause di forza maggiore e, addirittura, intaccare diritti umani sfociando nelle cosiddette “business and human rights disputes”.

Le sedi convenzionali atte a dirimere le controversie, come ad esempio l’arbitrato oppure i processi di risoluzione consensuale, non sempre sono confacenti alle esigenze poste alla base delle controversie commerciali e sui diritti umani.

Anche nei tribunali nazionali, le violazioni dei diritti umani, inserite in rivendicazioni commerciali, sono trattate come illeciti o semplici violazioni del contratto piuttosto che come autonome cause di azione giudiziale.

Analogo epilogo si rintraccia negli arbitrati commerciali in cui, a causa dello stesso accordo arbitrale intercorso fra le parti, il giudizio sulle questioni inerenti le conseguenze negative delle attività commerciali in tema di diritti risulta fortemente limitato.

Le previsioni delle “Hague Rules on Business and Human Rights Arbitration

Le regole propongono, in modo specifico per tali tipologie di arbitrato, delle procedure volte a cogliere gli impatti negativi delle attività commerciali sui diritti umani; non a caso vengono considerate delle milestones in quanto esemplificative dello sforzo approntato per stabilire un meccanismo di risoluzione delle controversie che soddisfi i precetti contenuti nei Pilastri II e III dei Principi Guida delle Nazioni Unite.

Le origini delle previsioni delle Nazioni Unite si rintracciano nelle Regole Arbitrali dell’UNCITRAL del 2013, comunemente adottate dalle parti per la risoluzione delle controversie commerciali.

Tuttavia, i lodi emersi, in linea con quanto previsto nelle regole, sono ordinariamente esecutivi ai sensi della Convenzione di New York e intervengono, modificandole, sulle Regole Arbitrali previste dall’UNCITRAL.

Tra le modifiche più rilevanti si menzionano:

I Supply chain agreements in vigore tra le parti conterranno clausole di risoluzione che regolano le modalità e il foro presso il quale depositare le istanze di risarcimento del danno derivante dall’accordo stesso.

Tuttavia, nella misura in cui tali clausole non siano soddisfacenti per gli interessi delle parti coinvolte nella controversia, le stesse avranno la possibilità di modificarle e adeguarle alle regole arbitrali applicabili; a tal fine, infatti, le Nazioni Unite hanno predisposto dei modelli di riferimento in base agli specifici interessi che le parti intendono tutelare.

Le Hague Rules rappresentano, quindi, un valido mezzo per risolvere le controversie commerciali e sui diritti umani derivanti dalla pandemia.