Il concetto di neurotecnologia prevede l’impiego di tecnologie biologiche, meccaniche e informatiche per lo studio del funzionamento del sistema nervoso e la cura delle patologie neurologiche.

Gli sviluppi tecnologici legati alle neuroscienze hanno aperto alla esplorazione della biologia del cervello umano e del sistema nervoso, evidenziandone le connessioni con il comportamento.

L’altra branca di studi è rivolta alle possibili connessioni tecnologiche tra cervello e computer, nonché in chiave prospettica, tra umani per il tramite di computer.

A partire dagli anni ’90 del millennio trascorso, l’intensità di sviluppo delle neuroscienze ha determinato l’insorgere di una seria ed organica riflessione etica delle stesse, dando luogo alla disciplina della neuroetica.

Il diritto ha seguito a ruota, passando da accostamento esotico ad argomento necessario, in ragione del coinvolgimento di concetti fondamentali quali il libero arbitrio ed il monismo/dualismo dell’individuo.

Nelle ultime due decadi, gli studi neuroscientifici (immagini cerebrali – Brain Imaging) e le altre nuove tecniche di indagine, hanno avviato la sfida per la comprensione delle funzioni cognitive, originando alcune spiegazioni biologiche preliminari del controllo dei movimenti o della cognizione.

Tali scoperte fisiologiche rappresentano una sfida per i presupposti concettuali del diritto, spesso “vecchi di centinaia di anni”, come sostiene B. Garland.Ad oggi le neuroscienze si avvalgono di strumentazioni idonee alla misurazione del flusso sanguigno interno alla area cerebrale e tecniche di analisi dell’attività elettrica cerebrale, tra cui Neuroimaging, Tomografia Computerizzata (TM) , Risonanza Magnetica Funzionale (fMRI), Tomografia ad Emissione di Fotone singolo (SPECT), Tomografia ad Emissione di Positroni (PET), le quali porteranno all’utilizzo in sede di lie-detection, di imputabilità, di responsabilità e di molti altri istituti giurdici fondamentali.

Lo studio della amigdala e delle regioni prefrontali, può essere utilizzato nella verifica delle dichiarazioni testimoniali e molte altre applicazioni.

Lo studio dell’ippocampo e delle tracce di memoria, il brain fingerprinting e le tante scoperte nelle tecniche di lie-detection potrebbero rivoluzionare il sistema processuale giudiziario e quello di prevenzione dei reati.

Neurotecnologie e neuroscienze cognitive

Le implicazioni giuridiche si estendono ad una moltitudine di tematiche di fondamentale importanza, dallo Stato Vegetativo Permanente alla Morte Cerebrale, sino al miglioramento/potenziamento neurologico (Neuro-enhancement), dai trattamenti curativi/sostitutivi (PTSD, ALZHEIMER) alla neurofarmacologia, dal brain scanning al pain-assessment (valutazione obiettiva delle voci di danno).

Sfruttando i nanobiochips e l’imaging cerebrale oramai la neurotecnologia ha permesso di offrire indagini cliniche a costi accessibili ed estramente precisi.

Genomica, proteomica, microfluidica, biosimulazione e tecniche di nano immagine consentono l’analisi degli eventi a livello neuromolecolare.

Nanobiochips e Neuroimaging sono utilizzati altresì per mettere a punto tecniche farmacologiche (NEUROCEUTICALS) capaci di influenzare significativamente il funzionamento del sistema nervoso central in ambito di malattie neurodegenerative (ad es sindrome di Parkinson)

Così, tramite la somministrazion di neuroceuticals, si possono ottenere stabilità emotiva, chiarezza cognitiva e ampliamento delle esperienze sensoriali, e titolo esemplificativo:

  • Cogniceuticals che amplificano i processi decisionali, di apprendimento e di memorizzazione.
  • Emoticeuticals che intervengono sulla dimensione psico-emotiva e influenzano sentimenti stati d’animo consapevolezza, motivazioni.
  • Sensoceuticals per ripristinare o ampliare le capacità sensoriali e quindi sentire vedere odorare assaporare e sentire…. anche in modi diversi…ad oggi sconosciuti.

Questo avanzamento tecnologico ha determianto un importantissimo dibattito etico-giuridico sul potenziamento umano, il quale accomuna in realtà tutte le scienze della vita, basti pensare agli innesti biomeccatronici di arti o organi (cyborg) che hanno applicazione di medicina riparativa e rigenerativa, ma già si riscontrano applicazioni di ENHANCEMENT.

L’altro grande filone tecno-scientifico di applicazione delle neuroscienze cognitive è quello delle BCI (Brain-Computer-Interface) ovverosia le connessioni Cervello-Computer.

Con tali connessioni e l’ IoT sono state ottenute le Brain-Machine-Web Interface, sfociate nella creazione di cyborgs, organismi cibernetici e bionici, in cui computer e dispositivi meccatronici sono connessi e impiantati nell’organismo umano, connessi al cervello e alla rete.

Si apre così la strada ad opportunità di inserimento nella vita sociale di persone affette da patologie invalidanti, come quelle che comportano la paralisi parziale o totale del corpo, ma con funzionalità cerebrale intatta.

Tale avanzamento tecnologico può comportare un miglioramento delle condizioni di vita e anche la possibilità di manifestazioni di volontà giuridicamente rilevanti (si pensi alla conclusione di contratti).

La neuroterapia (Neurofeedback therapy), la neurostimolazione, il controllo neurale dei meccanismi di attivazione, possono consentire la comunicazione ed il movimento a soggetti per cui sarebbe diversamente impossibile.

neuro tecnologie
Si aprono tuttavia una serie di problematiche, connesse alla estensione spaziale dell’individualità extra-corporea e della riservatezza (privacy e sicurezza) i cui ambiti devono necessariamente essere ridefiniti.

Il campo di ricerca delle connessioni Brain-Machine e Brain-Machine-Web (BCI) è in rapidissima crescita e lo sviluppo delle svariate applicazioni sul corpo umano richiede una attenta analisi giuridico-etico-economica, in ottica di risk management aziendale e gestione reputazionale, nonché degli effetti macrosistemici su scala sociale ed ecosistemica.

Ecco alcune problematiche su cui una accurata assistenza specialistica riveste senz’altro un ruolo critico nel determinare il successo o il fallimento totale di una tecnologia legata alla convergenza tra neuroscienza, elettronica, meccanica ed informatica:

  • Il diritto alla privacy ed alla protezione dei dati
  • La tutela e l’incolumità degli individui la cui mente è sottoposta a soppressione/stimolazione di impulsi, desiderati ed indesiderati (cybersecurity)
  • Ridefinizione della personalità e proprietà della mente
  • Potenziamento fisico e mentale
  • Stratificazione sociale derivante
  • Capacità d’agire, riflessi sul Consenso Informato

Offriamo consulenza per i profili giuridici (biodiritto) etici (bioetica) ed economici (bioeconomia), sia per gli enti di ricerca coinvolti in questa fondamentale branca delle neuroscienze, sia per le aziende e le startup coinvolte nello sviluppo e nelle applicazioni di queste tecnologie di frontiera.

La forte competenza interdisciplinare del nostri esperti rappresenta un fenomeno unico nel panorama giuridico-economico, contattaci per ogni necessità!